
Non chiamatelo sushi, non chiamatelo sashimi, che sia crudo o cotto questo cibo non è figlio delle tendenze del nuovo millennio, ma è filosofia, storia e tradizioni vecchie di millenni. Il vero nome è cucina giapponese, ma tendiamo ad abbreviarlo definendo tutto "SUSHI"! La cucina giapponese è armonia e delicatezza in equilibrio con la natura ed i frutti offerti in ogni periodo dell'anno.All'inizio mangiare pesce crudo era un modo per conservare l'alimento in mancanza del frigorifero, inserendolo tra strati di riso cotto e fermentato in aceto di riso, migliorando le condizioni di vita dei batteri lattici. Con la fermentazione del pesce si poteva conservarlo per maggiore tempo. Più avanti questo processo di fermentazione è stato abbreviato e da qui l'abitudine a consumarlo crudo, ottenendo il sushi.
La cucina giapponese non è solo il sushi, il sashimi, i maki e i nigiri. Non esiste il concetto di primo piatto, secondo, contorno e frutta ma in tavola vengono portati contemporaneamente tutti i cibi, che vengono consumati senza ordine prestabilito.
Questo tipo di cucina è una delle più bilanciate e salutari del mondo e parte importante della caratteristica longevità dei giapponesi, tanto che nel dicembre del 2013 è stata inserita fra Patrimoni orali e immateriali dell'umanità dell'UNESCO.

Nella cultura giapponese il piacere procurato dal cibo è composto da diverse percezioni: visiva, gustativa e tattile. La cucina giapponese è un’esperienza multisensoriale che coinvolge ancor prima del gusto la sensibilità estetica, sollecitata dalla bellezza della presentazione dei cibi, dall’armonia dei colori nel piatto, dall'influenza delle stagioni e dall’equilibrio negli accostamenti.
Nella cucina giapponese i sapori devono armonizzarsi mantenendo ognuno la propria essenza, senza confondersi con gli altri elementi nel piatto.
Quindi molto più che tendenza e lifestyle, la prossima volta che andrete a mangiare in un ristorante giapponese assaporerete con più gusto il vostro cibo.©EatDesignLove 2016
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